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Il tema di questo post è chiaro sin dal titolo: oggi parliamo un po' di AMICIZIA. Sì, perchè l'amicizia femminile, questa chimera di cui si narrano le peggiori crudeltà e che qualcuno sostiene non sia mai esistita, in realtà c'è, vive e vegeta, anche se spesso non ce ne accorgiamo. Il suo unico difetto è la riservatezza: si mostra raramente, solo alle più pazienti e fortunate che non permettono alla competizione di troncare ogni rapporto sul nascere. Io l'ho capito quando ho conosciuto Francy e spero che qualcosa di simile capiti a tutte voi, care amiche che passate di qui.
Per celebrare questo piccolo grande evento, ho scelto di pubblicare due piccoli quadri che ho creato senza una finalità precisa, solo per il gusto di ricamare qualcosa di semplice in grado di comunicare concetti importanti: "La felicità è dove la si trova, raramente dove la si cerca" e "Non è mai ardua la via verso la casa di un amico". Parole che dobbiamo tenere a mente spesso, se vogliamo che le nostre amicizie stiano in piedi. La prima frase c'insegna che per essere felici occorre saper riconoscere la felicità nelle sue più umili manifestazioni, anzichè ignorarla pensando che ce ne sia molta di più chissà dove. Un insegnamento utile anche nel rapportarsi agli amici: non ignoriamoli, non cerchiamo di cambiarli a tutti i costi, non pretendiamo troppo da loro, ma gioiamo dei piccoli momenti di semplice gioia che possiamo vivere insieme.
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La seconda frase è ancora più cristallina: ricordiamoci degli amici, quando ne abbiamo bisogno, ma ancor di più quando loro hanno bisogno di noi. Scopriremo che non ci costa nulla una telefonata in più, un messaggio di saluto, una visita, perchè da queste cose ne trarremo noi stessi un grande beneficio.
Come vogliamo chiamarla? Filosofia del punto croce? Ma sì, mi piace. ^___^
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Torniamo ora con i piedi per terra e vediamo un po' di dati tecnici su questi ricami. Le cornici hanno un leggero tocco shabby sull'azzurro carta-da-zucchero e io ero indecisa su due gradazioni di moulinè per il ricamo, perciò alla fine ho scelto di usarle entrambe, alternandole ad ogni parola. Il lino è il bianco 12 fili della Tessitura Chierese: inconfondibile la sua luminosità .
L'effetto dell'insieme mi sembra molto polveroso, nordico, invernale. Mi piace!
Trovo deliziosa, poi, l'idea dello spago, al posto del gancio, per appendere un quadro, a patto che questo sia sufficientemente rustico. Basta un comune pezzo di corda e una spara-punti per applicarlo a qualunque cornice. Pochi secondi e il gioco è fatto. Che ne dite?
Prima di concludere, desidero mostrarvi ancora un piccolo collage di immagini che ben rappresentano sapori, profumi, colori protagonisti della cena a casa di Francy sabato scorso, in compagnia di suo marito e del mio ragazzo. Ci siamo divertiti davvero molto a scoprire tante cose di noi che ancora non sapevamo.
Che ve ne pare del crostino a forma di micio nella crema di zucca? E della crêpe con sciroppo di mandarino e gelato fiordilatte spolverizzato di pistacchi e cacao? Tutto buonissimo, magistralmente amalgamato e condito dal migliore balsamo che ci sia: l'amicizia, appunto.
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Bon appetit! ;)
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P.S. Qualcuno me lo chiedeva nei commenti al post precedente e quindi rispondo: andrò ad Abilmente edizione primavera. Non vorrete mica che rinunci anche questa volta, dopo averlo fatto in autunno? Il giorno scelto credo proprio sarà giovedì. Se qualcuna di voi si troverà là ed avrebbe piacere di scambiare due chiacchiere con me e Francy, mi avverta.